Nel settore edile italiano, la sicurezza nei luoghi di lavoro è sempre un tema centrale e delicato. Dal 1° ottobre 2024, è entrato in vigore il sistema delle patenti a crediti, un’iniziativa pensata per incrementare la formazione e la competenza degli operatori nei cantieri. Tuttavia, mentre la Ministra del Lavoro Marina Calderone ha recentemente dichiarato che, al 28 febbraio 2025, sono state emesse 432.649 patenti a crediti, il sistema ha suscitato anche diverse critiche da parte delle forze politiche e degli esperti del settore. Un interrogativo che emerge è se questa iniziativa stia effettivamente incidendo sulla sicurezza nei cantieri, come auspicato.
I Numeri e le Prime Valutazioni
Secondo quanto reso noto dalla Ministra Calderone, tra ottobre 2024 e gennaio 2025 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha effettuato 5.692 accessi ispettivi nei cantieri, a seguito dei quali sono state contestate solo 8 violazioni per mancanza di patente. La ministra ha sottolineato che non sono state effettuate revoche di patente, indicando che, a suo avviso, il messaggio di responsabilizzazione e sicurezza sta arrivando agli operatori del settore.
Tuttavia, i numeri stessi sollevano alcune preoccupazioni. La cifra di 5.692 accessi ispettivi è considerata esigua rispetto al numero di **patenti emesse**, pari a oltre 432.000, e rappresenta solo l’1,3% delle imprese dotate di patente. Se si considera che il numero di imprese operanti nel settore edile italiano è di circa 750.000, è evidente come il controllo sia solo un campione ridotto delle realtà operative. Inoltre, molte imprese potrebbero non aver nemmeno presentato l’autocertificazione necessaria per ottenere la patente a crediti.
Le Critiche delle Opposizioni
L’opposizione politica, in particolare il Partito Democratico (Pd), non ha tardato a sollevare perplessità riguardo all’efficacia del sistema. La deputata Chiara Gribaudo, in un’interrogazione presentata il 27 marzo 2025, ha messo in luce alcune criticità relative al meccanismo delle patenti a crediti. In particolare, si sottolinea che il numero di accessi ispettivi è insufficientemente basso rispetto al numero delle patenti emesse, sollevando dubbi sulla capacità di monitorare in modo adeguato il rispetto delle normative di sicurezza.
Una delle principali preoccupazioni riguarda l’autocertificazione richiesta alle imprese per ottenere la patente. Senza un ente terzo che verifichi l’autocertificazione, il sistema rischia di non garantire la reale competenza degli operatori. Inoltre, nonostante l’introduzione di questo sistema, gli **infortuni gravi e mortali** sul lavoro, soprattutto nei cantieri, continuano a rappresentare un problema allarmante.
Le Domande Aperte
L’interrogazione del Pd solleva anche una serie di interrogativi alla ministra Calderone. Tra i punti chiave:
1. Sospensioni delle Patenti: È stato confermato che sono state istruite 15 pratiche per sospendere la patente, ma tutte sono state archiviate. Questo solleva il dubbio sulla reale efficacia del sistema di sospensioni e sul fatto che il meccanismo possa risultare insufficiente.
2. Decurtazione dei Punti: Si chiede anche quanti punti siano stati effettivamente decurtati dalle patenti a crediti e se il processo per la perdita di punti sia troppo complesso e lungo per essere realmente efficace.
3. Criteri di Controllo: La deputata Gribaudo solleva la questione dei criteri di selezione delle imprese da sottoporre a controllo. Se sono stati adottati criteri specifici, la ministra dovrebbe chiarire quali siano e se la percentuale di controlli effettuati sia sufficiente.
4. Piattaforme e Iniziative Future: Viene chiesto anche lo stato di avanzamento delle piattaforme per il caricamento delle attività qualificanti e per l’ostensione della patente, oltre alle iniziative future che il Ministero intenda adottare per migliorare il sistema di controlli e la sicurezza nei cantieri.
La Situazione Attuale e le Prospettive
Il sistema delle patenti a crediti rappresenta una novità importante nel panorama della sicurezza nei cantieri, ma come tutte le misure, necessita di monitoraggi continui e di interventi correttivi quando necessario. Il fatto che il numero di accessi ispettivi sia così basso rispetto alle patenti emesse è un segnale che il sistema potrebbe non essere ancora abbastanza incisivo. Perché la sicurezza nei cantieri diventi una priorità effettiva, è fondamentale che il sistema di controlli sia potenziato, che le autocertificazioni siano verificabili da enti terzi e che le sanzioni siano applicate con maggiore severità.
Il governo e il Ministero del Lavoro sono chiamati ad affrontare queste criticità per garantire che le patenti a crediti non rimangano una misura burocratica, ma diventino uno strumento concreto per migliorare la sicurezza e la formazione degli operatori del settore edile.